I Consorzi di bonifica verso il riordino

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15 July 2009 1:00 PM+ 7 ( 415 days fa) 1 Comment  | Bury | Tagged: dorsi regionali consorzi bonifica riordino
I 119 consorzi associati all'Anbi (Associazione nazionale bonifiche, irrigazioni e miglioramenti fondiari) gestiscono 200mila km di canali, si estendono su quasi 18 milioni di ettari e impiegano 7.860 dipendenti e 308 dirigenti.Gestiscono oltre...
dorsi regionali consorzi bonifica riordino
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Commenti

Scritto da maiden69
414 days fa
Quanndo si dice che i Consorzi tra cui il CSI Piemonte sono di aiuto alla piccola impresa, si dice il vero solo parzialmente, in quanto si omette l'elevato costo per la collettività di queste operazioni: questo consorzio è una macchina da circa 1400 dipendenti (tra assunti, collaboratori e consulenti) che trattiene larga parte degli oltre 170 mil di fatturato annuo, versatigli nelle proprie casse annualmente dai contribuenti piemontesi. Operando in regime di monopolio ed in barba alle leggi sulla trasparenza amministrativa che vorrebbero vedere le commesse affidategli solo a fronte di gare pubbliche, questo Consorzio rende la Regione Piemonte un territorio di fatto non appetibile per la grande impresa ICT, introducendo una distorsione talmente elevata dei prezzi di mercato da potersi tranquillamente sostenere che qualunque Ente Locale del Piemonte sostenga tariffe di gestione dell'ICT maggiorate di almeno il 30-40% rispetto a quanto potrebbe ottenere, per esempio, affidando gli outourcing delle Aziende Sanitarie a ditte private (tramite gare pubbliche) anziché, come accade, direttamente al CSI Piemonte e senza alcun benchmarking ufficiale.

Per dovere di chiarezza verso chi ci legge, occorre specificare che se le prerogative dei Direttori Generali di ASL ed AO (per rimanere in ambito Sanità) dovrebbero indicare loro la strada degli affidamenti tramite gara quale soluzione più adeguata a garantire il migliore rapporto qualità/prezzo dei servizi erogati alle proprie Aziende, si assiste invece a scelte diverse grazie alla coesistenza di almeno 3 elementi condizionanti: 1) gli elevati costi di preparazione e gestione delle gare, sopratutto quando di notevoli dimensioni e complessità, rendendo la possibilità dell'affidamento in house più attrente 2) le pressioni verso gli affidamenti in house sovente arrivano dalla stessa Regione a cui i Direttori Generali debbono la propria nomina 3) l'effetto di "deresponsabilizzazione" conseguente agli affidamenti in house è elemento di forte attrazione: se a fronte di errori di gestione commessi dalle ditte affidatarie, la responsabilità finale ricadrebbe sulle Direzioni delle ASL e AO che a tali ditte hanno affidati i propri servizi, nei casi in cui tali disservizi dovessero derivare da affidamenti al CSI Piemonte, le Direzioni potranno più facilmente scaricarsi le responsabilità in quanto utilizzatori di "strumenti" messi a loro disposizione dalla stessa Regione.